Leggenda e Storia

La leggenda

La vera origine del Sacro di Birmania è piuttosto incerta  dando vita nel tempo ad una suggestiva leggenda.
…Si narra che nell’antica Birmania, sorgesse un tempio dedicato alla dea Tsun-Kyan-Kse, protettrice delle anime durante la trasmigrazione. Qua vivevano i monaci Kittah di cui faceva capo il più vecchio e saggio monaco Mun-Ha. I monaci accudivano 100 gatti bianchi con gli occhi color oro; tra  essi vi era un gatto chiamato Sinh, il preferito di Mun-Ha. All’interno del tempio vi era una preziosissima statua d’oro raffigurante la dea, con al posto degli occhi due grandi zaffiri blu intenso.
Un giorno mentre Mun-Ha stava meditando davanti alla statua, alcuni briganti saccheggiarono il tempio, uccidendo Mun-Ha il quale tentò di difendere la statua della dea. Quando  Sinh vide il suo padrone  a terra  morto  gli salì sopra il corpo guardando intensamente  negl’occhi la statua della Dea . All’improvviso allora avvenne una straordinaria trasformazione: il suo mantello assunse sfumature dorate, gli occhi divennero blu zaffiro come quelli della dea e le zampe la coda e le orecchie  assunsero il colore della terra. Solo le estremità delle zampe che  appoggiavano sul monaco rimasero bianche in segno di purezza I briganti terrorizzati dal prodigio, fuggirono e il tempio rimase salvo. Sinh vegliò alcuni giorni sul corpo del monaco, senza più mangiare e infranto dal dolore  morì.  Magicamente in quello stesso istante  a tutti i gatti del tempio avvenne la stessa mutazione di Sinh: i loro occhi divennero blu, i piedi bianchi e il mantello di tonalità dorate.
….ebbe cosi origine il gatto Sacro di Birmania…..

La storia

Accanto alla leggenda ci sono altre versioni sull ‘origine di questa razza.
Una ipotesi  vuole che nel 1918 furono importati in Francia dalla birmania due esemplari, un maschio ed una femmina. Durante il viaggio purtroppo il maschio morì, ma la  femmina rimasta  incinta diede alla luce una cucciolata, che fu l’origine della razza.

Un’altra versione invece volle che il Birmano sia  nato da un incrocio avvenuto nel 1924 in Francia   tra un Siamese e un Persiano, non si sa se voluto o fortuito.

La  seconda guerra mondiale mise a dura prova le selezioni fino allora fatte dagli allevatori: sopravvissero solo due coppie di birmani dalle quali si partì per ottenere il riconoscimento della razza, avvenuto nel 1966.
I primi colori ad essere selezionati per diverso tempo furono i seal point e la diluizione blu point. Solo nel 1974 furono introdotte le colorazioni chocolate point e la diluizione lilac point
Nel 1978  il Birmano fu introdotto per la prima volta in Italia dalla Francia dalla dottoressa Franca Maria Gabriele attuale presidente dell’ A.GA.B.I (associazione italiana amatori del gatto sacro di birmania)